Ora, analizziamo ancora più scrupolosamente questo parametro(DL50) per quanto riguarda la cannabis: enormi dosi di THC ingerite per via orale non sono state capaci di causare la morte nei grandi mammiferi, ma si sono rivelate essere fatali per i piccoli roditori a causa di una profonda depressione del sistema nervoso centrale. 92 mg/kg di THC per via endovenosa non hanno prodotto morti nelle scimmie. 3000 mg/kg di THC nel cane e nella scimmia non sono risultati fatali, dunque in termini di consumo umano, un soggetto di 60 kg potrebbe, ipoteticamente, assumere 180.000 mg di THC senza essergli fatale, ovvero 1.8 kg di cannabis con una concentrazione al 10% di THC. Ora capite bene che è pura follia parlare di tossicità della cannabis, in altre parole possiamo dire che, a differenza di tutte le sostanze con effetto psicotropo, legali e illegali, il THC è notevolmente atossico. Poi senza alcun dubbio c’è la necessità di parlare di abuso ed effetti collaterali, di indice terapeutico e limite di sicurezza ma di qualunque sostanza avente effetti ad azione farmacologica o in altre parole che agiscono sul SNC(sistema nervoso centrale) con azione euforizzante, depressiva, tranquillante, stimolante, sedativa-ipnotica, inibente. Per concludere, credo che la comunità scientifica ed in particolare quella medica riuscirà ad apprendere totalmente le potenzialità non solo della cannabis, ma anche dell’oppio, della foglia di coca, delle varie piante cosiddette “sacre”, usate in rituali sciamanici per esempio, quando, sormontando l’enorme business e potere delle “BIG PHARM” (oltrepassando così il concetto di ingranaggi-organi componenti della macchina-corpo, che identifica la condizione di "salute" con "l’assenza di patologia" senza considerare l’umore , inteso come assetto complessivo della psiche, che comprende i vissuti di "piacere", "benessere", "malumore" ,in altre parole: approccio olistico), si accorgeranno che un effetto terapeutico regolatore (Sistema Endocannabinoide: un sistema di grande importanza per il normale funzionamento dell’organismo, coinvolto in numerosi processi fisiologici: controllo motorio, memoria, apprendimento, percezione della fame e del dolore, regolazione dell’equilibrio energetico, modulazione del sistema immunitario e neuroprotezione; nello specifico è coinvolto nella modulazione del controllo motorio extrapiramidale e nella regolazione dell'asse ipotalamo/ipofisi/surrene; a livello periferico modulano il battito cardiaco e la pressione arteriosa, regolano impianto e sviluppo embrionale e rilassano la muscolatura liscia del tratto gastrointestinale. In particolare, in modelli animali, è stato possibile suggerire che patologie che comprendono morbo di Parkinson, obesità, stipsi o aborto spontaneo, posso essere associate a livelli endogeni di endocannabinoidi più elevati del normale. Di contro, un malfunzionamento del sistema endocannabinoide sembra essere coinvolto in patologie legate all'alimentazione, alla corea di Huntingon e, possibilmente, ad alcune fobie) è migliore di quello antagonista e/o agonista, inibitore e/o disinibitore(probabilmente questo è già avvenuto, ma ci sono, forse, grossi interessi nel tenerlo ancora allo scuro per il più lungo tempo possibile; ciò che è certo è che fino ai primi del 900’ era riconosciuto, forse inconsciamente, a livello globale).