Sindrome di Gilles de la Tourette

La sindrome di Tourette, dal nome del neurologo che la descrisse per primo, è un peculiare disordine neuropsichico ereditario, di tipo autosomico dominante, in cui il paziente soffre di tic motori (ovvero di movimenti improvvisi e incontrollabili di parti del corpo, in genere della testa e collo), accompagnati da manifestazioni vocali più o meno articolate, in alcuni casi profondamente imbarazzanti (coprolalia). La malattia è più frequente nei maschi; inizia nell’infanzia con manifestazioni semplici e poi progredisce verso forme più complesse. I tic si accompagnano a disturbi psichiatrici, come comportamenti autoaggressivi (autolesionistici) e «disturbo da deficit di attenzione», con incapacità a concentrarsi e a portare a termine un’attività. Un attacco dura in genere pochi secondi, può a volte essere ritardato di qualche momento dal paziente, ma ad un certo punto non può più essere evitato e deve fare il suo corso. Non esistono ancora trattamenti efficaci di questo disturbo, anche se le benzodiazepine, la clonidina o l’aloperidolo possono a volte alleviarlo. Alcuni studi segnalano il potenziale ruolo terapeutico dei derivati della cannabis nella sindrome di Tourette. Il primo è del 1988 e riguarda tre pazienti in cui, in seguito alla assunzione casuale di marijuana per uso ricreativo, si osservò una netta riduzione dei tic e degli scatti muscolari tipici di questa rara sindrome neurologica, (Sandyk, 1988; Hemming, 1993; MüllerVahl, 1999). Un gruppo di ricercatori tedeschi ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio clinico in doppio cieco in cui si è ottenuto un netto miglioramento soggettivo ed obiettivo in nove su dodici pazienti cui era stato somministrato THC. Nessun paziente segnalò reazioni avverse serie (Müller-Vahl, 2001). Analogo profilo di efficacia e di sicurezza emergerebbe da un secondo e più ampio trial clinico degli stessi autori, su cui ci ha recentemente riferito Franjo Grotenhermen (Grotenhermen, 2002). Si tratta di uno studio in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 6 settimane, che ha coinvolto 24 pazienti, che hanno ricevuto o placebo o THC (alla dose da 7.5 a 10 mg a seconda del peso corporeo). Secondo la scala Yale Global Tic Severity comunemente usata nella valutazione della sindrome di Tourette, e secondo la scala Global Clinical Impression, i pazienti non hanno avuto alcun beneficio con il placebo, ma un marcato miglioramento con il THC. Per spiegare l’efficacia del THC in questa complessa malattia neuropsichiatrica è stato ipotizzato un possibile ruolo patogenetico dei recettori per i cannabinoidi nel determinismo della sindrome, sulla base di un’associazione statisticamente significativa tra la sindrome e la presenza di mutazione del gene che codifica il recettore cannabinoide (CNR1). Tale mutazione potrebbe essere uno tra i fattori predisponenti nell’eziologia della sindrome (Stuhrmann, 1999).

Tratto da "Erba medica - Associazione Cannabis terapeutica"

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